Nonostante GNOME abbia il pregio di semplificare le cose che normalmente fate con il sistema, qualche volta avrete bisogno di digitare criptici comandi UNIX per ripetere lunghe e, magari, tediose operazioni. Quando siete in queste situazioni vi riuscirà meglio lavorare con un emulatore di terminale, un programma troppo spesso sottovalutato. Cosa è un terminale? Una volta era una periferica dotata di tastiera e monitor che veniva usato per collegarsi a un computer remoto (detto host) e interagire con i suoi programmi; oggi il terminale invece è emulato direttamente dal sistema operativo della macchina oppure da un programma all’interno di una interfaccia grafica. GNOME Terminal è una applicazione di questo tipo e riproduce una periferica DEC VT102 con 24 righe per 80 colonne: la variabile d’ambiente TERM (provate a ispezionarla con env) specifica appunto xterm come terminale, che a sua volta può emulare il VT102 o il VT220 di DEC.
Il vostro scopo è interagire con una shell UNIX (bash, tcsh, ecc.) per gestire le cosiddette applicazioni da “riga di comando”, che sono orientate al carattere anziché alla grafica. La shell predefinita è specificata nel file che ha salvato le preferenze dell’account: comunque potete cambiarla sia con un editor di testo (es. vim nel file passwd), sia selezionando “Utenti e gruppi” presente nel menu di amministrazione; oppure più semplicemente potete eseguirla come un programma qualsiasi. Provate a installare la tcsh, poi a specificarla nelle proprietà dell’utente e ad aggiornare la sessione GNOME, troverete un prompt dei comandi dissimile da quello della shell di Bash. Per avviare il terminale avete diverse opzioni: potete selezionare la sua icona nel menu degli accessori che avete sotto Applicazioni; potete specificare il comando gnome-terminal dalla finestra di dialogo per eseguire le applicazioni (ALT+F2); oppure potete dare in alternativa lo stesso comando in una finestra di terminale già presente sul desktop (notate che per mantenere il controllo del prompt anche nella finestra principale, occorre appendere il carattere & alla fine della riga).
In Linux ogni programma o processo è in grado di trasmettere e ricevere determinati segnali, per esempio SIGKILL e SIGHUP concludono ogni operazione. Inviateli con il comando kill a una qualsiasi applicazione in stato di stallo oppure non più necessaria. Il monitor di sistema fa la stessa cosa, ma la riga di comando può farvi risparmiare tempo, basta combinare ps con grep e il nome del programma da terminare, infine passare il PID a kill: se usate ps ax | grep -i sshd, poi kill SIGKILL <PID>, buttate giù il server OpenSSH.
GNOME Terminal ha sette proprietà principali:
- una barra dei menu.
- Un menu a tendina indipendente.
- Le funzioni di taglia e incolla del testo.
- La gestione dei colori e degli effetti di primo piano e sfondo.
- Tipi di carattere.
- I tasti programmabili.
- I profili.
Quando aprite il terminale di GNOME spicca la barra dei menu subito sotto al titolo della finestra, essa è opzionale e presenta le seguenti voci: file, modifica, visualizza, terminale, aiuto. In file potete lanciare un nuovo terminale separato, una nuova istanza (scheda), creare un nuovo profilo, chiudere il terminale o le schede. Il menu modifica dispone di tre voci per compiere le operazioni di copia, incolla e selezione del testo nell’area della finestra, nonché altre tre opzioni per gestire il profilo in uso e le scorciatoie da tastiera. Dal menu visualizza siete in grado di nascondere o mostrare la barra dei menu, passare alla modalità a schermo intero e controllare le dimensioni del carattere. Il menu terminale offre opzioni per impostare il titolo, la codifica dei caratteri, pulire o reinizializzare lo schermo, selezionare il numero di righe per colonne.
Premendo il tasto destro del mouse si apre un menu a tendina che vi consente di effettuare le operazioni principali: aprire un altro terminale o una scheda, chiudere la finestra, copiare e incollare testo, gestire i profili e i metodi di inserimento del testo.
Sono disponibili le comuni funzioni per tagliare e incollare testo all’interno del terminale, comprese le istanze, oppure verso altre applicazioni per GNOME: tenete premuto il tasto sinistro del mouse e spostate il puntatore sui caratteri da selezionare, aprite il menu a tendina col tasto destro e scegliete l’opzione copia. Il testo così selezionato verrà messo negli appunti, una porzione di memoria temporanea (detta clipboard). Posizionate il puntatore su una parola o una riga e pigiate due volte il tasto sinistro, essa verrà selezionata. Con tre “click” invece copierete l’intera riga. Se volete riportare il testo evidenziato in un’altra area della finestra del terminale, vi basta premere il tasto centrale del mouse (di solito è la rotellina). È stato predisposto un buffer per raccogliere l’output generato dai comandi. Con la barra di scorrimento laterale vedrete tutto quanto avete prodotto in precedenza e potete utilizzarlo per ripetere operazioni o recuperare una parte di testo accidentalmente perduta.
Il terminale di GNOME supporta l’output colorato (provate a dare il comando ls –color); i profili personalizzano l’ambiente secondo le vostre esigenze o preferenze: modificate il carattere, il colore, gli effetti, lo scorrimento e il titolo della finestra; scegliete la compatibilità e il comando da eseguire automaticamente ad ogni avvio; avete la possibilità di salvare queste proprietà in profili diversi, disponibili in qualsiasi momento, e associarli alle altre schede aperte. Volete un terminale di 150 colonne per 50 righe ad ogni avvio? Dovete aggiungere l’opzione –geometry 150×50 al comando gnome-terminal.
L’emulatore di terminale, al contrario della console Linux, esegue tutti i comandi UNIX e ogni applicazione grafica. Sono le caratteristiche aggiuntive che riguardano X11 e GNOME a renderlo molto potente e, oserei dire, stupefacente.


